Zoom - Il suono dei prezzi quando crollano http://www.zoom.feltrinelli.it/ (via http://ff.im/OweEI)
Dec 16, 2011
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ellebisT,
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Allegra Geller
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99€cent per l'epub di *un racconto* da "storie di ordinaria follia" non mi sembra proprio un crollo.
- cyb
è il profumo della sarta
- gallizio
cyb, eccheccazzo, quanto lo vuoi pagare un racconto di Amoz Oz (& co)? 20 centesimi?
- Allegra Geller
un euro per un racconto di oz! me ne compro uno al giorno!
- Roi
(amos, però)
- Roi
il modello è interessante, capiamoci. ma non è un crollo dei prezzi (se faccio la moltiplicazione 99€cent per numero di racconti contenuti in storie di ordinaria follia, il libro mi viene a costare più della versione cartacea, cosa che non succede se moltiplico i 79cent di una canzone su itunes per i 10 pezzi di un album). ma il modello, ripeto, è sicuramente interessante. invoglia, ecco.
- cyb
il modello è interessante. io celati l'avrei comprato subito, però ce l'ho già. fossero inediti sarebbe ancora un'altra cosa.
- zio bodhisattva
"fossero inediti sarebbe ancora un'altra cosa" +1
- cyb
(hanno i drm adobe e non ci sono su amazon, che ha l'unico drm che sopporto) (almeno non mi complica la vita)
- zio bodhisattva
non sono inediti, sono eternal beta
- gallizio
ennò, l'edito su libro è fuor di beta per antonomasia.
- zio bodhisattva
Ho scritto Amoz, voglio morirez
- Allegra Geller
tranquilla, prima o poi
- Roi
amoz/on kindle
- gallizio
99 centesimi per un racconto? Siete matti. 99 centesimi deve essere il prezzo di un ebook integrale (cioè, quello che guadagna un editore da una copia cartacea, più o meno)
- Sig. N
Cioè una storia vale meno di un caffè? Siamo matti noi?
- Allegra Geller
@Mariafelicita: Un autore *OGGI* prende meno per copia venduta. L'ebook taglia tutti i costi di distribuzione, rendendo le case editrici un'obsoleta attività del passato. Mi è capitato di vedere (guarda il mio feed) un libro cartaceo a 35 euro, digitale a 31. Io 'sta cosa la chiamo "ho provato a incularti", ecco.
- Sig. N
Comunque sì, dal punto di vista del mercato una storia vale meno di un caffè. Il caffè per un servizio monouso viene prodotto con tempi lungi, alto dispendio energetico, coinvolgimento di manovalanza numerosa e viene trasportato per migliaia di km. Una storia è un prodotto che per l'autore è 100% margine, con una tipologia di servizio dove la quantità degli usi effettuati (copie vendute o riusi della stessa persona) non influisce sul costo di produzione. Dal punto di vista squisitamente economico, la vendita di una storia ad una persona vale parecchio meno di un caffè, specie se come in questo caso si tagliano via completamente tutti i costi di distribuzione.
- Sig. N
Il costo non dipende dai costi, ma dal valore. Per te vale di più un caffè o una storia?
- Allegra Geller
(dipende dal momento)
- zio bodhisattva
(in ogni caso mi piace che qualcosa si stia muovendo, anche in questo percorso per prove e errori)
- zio bodhisattva
diciamo che dovrebbero costare meno sia gli ebook che i caffè al bar, altrimento comincio a scaricarli dal torrente, i caffè
- Lorenzo R v rs
99 ct per una cosa che ci ho messo quattro anni a scriverla e mi lascia a letto con la febbre per due mesi mi pare un po' pochino, onestamente. Poi se vogliamo le cose regalate è un altro affare
- reloj
(è un esempio)
- reloj
e quindi se invece ci ho messo un'ora ma è bellissimo me lo paghi meno?
- Ubikindred
sì
- reloj
su, dai, ritirare fuori la teoria economica del valore non ha senso da quei 150 anni.
- Ubikindred
(e sì che ho scritto che era un esempio, ubino)
- reloj
reloj, certo, come no. E immagino tu ti informi sulla difficoltà dell'autore nello scrivere il romanzo nello scegliere se comprarlo o meno, non sulla sua bellezza o qualità
- Ubikindred
(reloj, davvero, absit iniuria verbis, ma il prezzo si decide con l'incontro di domanda e offerta. Punto. Anche come esempio era sballato)
- Ubikindred
Vabe', ok
- reloj
Io non vi capisco. Sto leggendo un libro, sono dentro una storia, è quello che compro e che pago, non carta o bit o processi produttivi.
- Allegra Geller
@Reloj: Tu non la stai vendendo solo a me. Tu stai vendendola a cento mila lettori in Italia, e cento milioni nel mondo. Il caffè lo consumo solo io.
- Sig. N
che poi 99 cent per 1 milione di download fa 990mila euri mi sembra un buon prezzo
- Lorenzo R v rs
spesso il prezzo di un ebook è più alto dello stesso titolo cartaceo, ma il prezzo, come dice Mafe, è legato, per conto mio al valore e quindi ci può stare. Penso ad un manuale, un saggio, magari di nicchia da 2000 pagine: ha un grande valore perché chi lo ha scritto si è fatto il culo e credo sia giusto riconoscerglielo, inoltre sono disposto a pagarlo anche di più visto che per me il formato digitale è più portabile, più usabile, insomma più comodo.
- Danilo P.
Poi penso anch'io che gli ebook dovrebbero costare di meno, ma perché così se la storia è bella guadagni molto di più (
- Allegra Geller
Mettiamo una nota di realismo a questa conversazione? Se non vi dispiace. Dopo un periodo iniziale simile a questo, Amazon ormai vende i libri Kindle recenti, contemporanei, ben oltre i 10 dollari - 14 S.King, 18 la bio di Jobs, se non ricordo male e giù di lì. Il suo mercato non flette, ne deduco, i clienti abbiamo processato il valore e non facciamo storie sul prezzo. Fanno anche gli sconti e i racconti dedicati a 1 dollaro, ma sono creati apposta e sono un tipo di offerta molto diverso. Direi che hanno esperienza da vendere. Quindi mi pare che il futuro sia quello. Piaccia o no. L'alternativa è un mercato di ebook morto, asfittico, che finge che la variante sia il prezzo. Secondo me.
- palmasco
@Mariafelicita: dipende. Io un libro lo compro anche per la carta e la copertina. Ho fior di tomoni Taschen che tengo solo perchè sono belli e un giorno potrei dargli un'occhiata se cerco ispirazione su uno stile specifico
- Sig. N
@Palmasco: va bene, Amazon fa così. Infatti ancora non ho comprato un Kindle per me. Il giorno che potrò acquistare un libro a 1,5 euro (cioè, la royalty media di uno scrittore più una commissione -mostruosa per il tipo di attività- del 30% per il distributore)
- Sig. N
@palmasco anche i vecchi computer costavano un botto e li vendevano comunque, ma ad una percentuale infinitesima dei potenziali acquirenti. Sicuro che Amazon non stia ancora nella fase "sto vendendo a chi li vuole a qualsiasi prezzo"?
- Felter Roberto
Mettiamo una nota di realismo? Un ebook da 18 dollari non lo compro, e se lo compro lo pirato al giorno 3. Un racconto a 99cts lo compro e non vado a fare la somma dei racconti per vedere se il cartaceo mi costa di più o cazzate simili: lo compro e basta. E soprattutto: non vale la pena piratarlo. Poi boh. Amazon faccia un po' come le va meglio, ma il mercato italiano dei libri non è quello americano (almeno su questo saremo d'accordo, no?)
- reloj
Giusto, ma sempre di esperienza parliamo, non di costo di produzione (taschen)
- Allegra Geller
Sig. N non ho dubbi che la tua posizione sia quella. Non tiene conto di un fattore, però, mi sembra: Amazon È IL MERCATO degli ebook. @Felter mi pare che Amazon abbia fatto il contrario, sia partita bassissima, e ora abbia rialzato perché ha capito, credo, che ormai il valore percepito dellìebook è un altro. Non confondetemi con l'ambasciatore: io non dico che sia giusto, dico solo che è così. È sotto i nostri occhi, sta succedendo, ignorarlo non serve.
- palmasco
@palmasco, anche io sto chiedendo. Non ho abbastanza info per avere le risposte, ne ho appena appena per avere le domande :)
- Felter Roberto
reloj: decisamente.
- ellebisT
però la mia sensazione su Amazon è che inizialmente vendeva libri semisconosciuti a poco. Ha visto che c'era gente che era disposta a pagare di più pur di avere libri "decenti" ed ha attaccato quel mercato. Non ho i numeri però per sapere quanto è i numero di libri famosi venduti a tanto rispetto a quelli semi sconosciuti venduti a poco.
- Felter Roberto
di qualunque cosa si parli, racconti, cammelli, asteroidi, film, il prezzo nasce dall'incontro tra domanda e offerta, ovvero quando il valore che l'oggetto, materiale o immateriale che sia, ha per me, mi pare sopravanzi o coincida con quello del denaro che devo spenderci. I ragionamenti sulla natura del bene stanno a zero. Per quel che mi consta, comunque, un ebook a 18 euro non ha senso. Me lo compro cartaceo a quel punto e ho pure meno difficoltà a leggerlo. Un ebook ha senso ove costi meno del cartaceo o si possa trovare solo in ebook o mi fornisca un contenuto di natura nuova che il libro tradizionale non mi dà. Almeno per quel che mi consta.
- Ubikindred
Io sono dentro il mercato Amazon come cliente. Non avrei mai cominciato a 10 e + dollari - infatti ho cominciato a 3 dollari e meno. Per diversi mesi. INtanto ho percepito il valore. Adesso compro a quello che mi dicono che costa. All'inizio mi ha fatto effetto, ma non c'è molta scelta. Compro anche i Kindle a 1 dollaro - PERCHÈ SONO STATI PRODOTTI E SCRITTI APPOSTA PER LORO, non perché sono un pacchetto furbo. Aggiungo, per essere chiari, che ormai leggo soltanto libri di cui percepisco il valore - per ragioni di tempo, esperienza ed età, prima che economiche.
- palmasco
Il valore aggiunto che percepisco nell'ebook, per cui lo preferisco a quello di carta anche se costassero uguali, è che tra Kindle, iPad e telefono, posso leggere il mio libro quando voglio, incluse le frazioni di tempo vuote, senza averlo deciso prima. Pigio un tasto e leggo, anche se sono alla fermata del tram che ha un ritardino imprevisto.
- palmasco
palm, immagino derivi dalla tua particolare visione del libro. Per i tempi vuoti ho friendfeed. Proprio perchè a un bel romanzo assegno un certo valore, me lo voglio leggere come dio comanda. Tu ti compreresti (e ti compri) gli ebook di amazon, infatti e io manco morto. O magari è il diverso valore che diamo al denaro, chissà.
- Ubikindred
ah ma è una discussione ebook vs carta :) allora ciao
- reloj
però come possa essere più comodo girare con un kindle piuttosto che un paperback normale vorrei proprio capirlo.
- Ubikindred
no, niente affatto. È una discussione su valore assegnato in denaro all'uno, rispetto all'altro.
- Ubikindred
ovviamente secondo una scelta soggettiva.
- Ubikindred
giusto così a titolo informativo: Amazon in US ha alzato i prezzi dei libri quando i principali editori americani hanno ottenuto una modifica del contratto, passando da wholesale a agency e imponendo i loro prezzi di vendita. Amazon avrebbe continuato imperterrita a vendere, persino in perdita, a 9,99$, di fatto spazzando via tutta la concorrenza possibile.
- marcog
Infatti io ne parlavo dal punto di vista di un mercato, e non dal punto di vista Amazon: qualsiasi siano le variabili che premono su di loro, che ripeto, sono il mercato, premeranno su tutti gli altri che proveranno a fare un mercato, non si vede perché non dovrebbe essere così. Quindi la logica sarà, presumo guardando loro, e non certo perché me lo auguro, di "formare" un mercato, poi alzare il prezzo - qualsiasi sia la ragione. In questa logica, e avendo fatto l'esperienza con loro, a me non sembra che smembrando i libri e vendendoli a pezzettini, si "formi" un proprio pubblico che sarà capace di percepire il valore aggiunto dell'ebook, quindi pagarlo di più quando sarà necessario farlo - secondo le dinamiche che già Amazon ha conosciuto e conosce, essendo il primo a essersi proposto con un modello serio.
- palmasco
intervengo per dire solo una cosa (il resto l'ha detto Ubi con cui tendo a essere d'accordo): amazon ha operato finora in un regime di monopolio de facto, tra 5 anni non sarà così, e imho i prezzi caleranno. forse non ci vorranno 5 anni ma 15, perché prima gli editori dovranno prendersi gli schiaffoni del peer to peer e del file sharing, ma una volta dematerializzato il supporto e annullati i costi logistici, o i prezzi calano, o la gente si organizza.
- cyb
questo parlando della forma-libro per come la conosciamo, ovvio. io credo che ci sarà anche altro, serialità, co-costruzione, etc., ma per quanto riguarda il "classico" libro non credo le cose andranno diversamente.
- cyb
Ok, ma credo che il monopolio, diciamo la predominanza di Amazon, venga dal fatto di essere stati i primi e forse gli unici a comprendere il business e offrire una forma credibile di mercato - che infatti ha attecchito subito. Loro più e meglio e molto prima di tutti gli altri sono riusciti a fare percepire il valore dell'ebook. SOno mica i primi perché hanno vietato agli altri, o impedito. Sono i primi perché sono praticamente gli unici che offrono un'espereinza seria e facile di lettura dell'ebook.
- palmasco
la cosa interessante, mi sembra, è che un editore importante si stia ponendo il problema di uscire dal suo formato standard, è una cosa per nulla banale ed un segnale forte che la percezione (anche degli editori) sta cambiando.
- lele
ecco
- reloj
ma son d'accordo anch'io con lele. l'ho scritto da subito che il modello era interessante, che un prezzo così basso comunque invoglia all'acquisto, etc. ma ben vengano, questi tentativi, qualcuno sbaglierà, qualcuno azzeccherà qualcosa, ma finalmente ci si muove.
- cyb
Ci sono molti libri che ho letto negli ultimi due anni, che non avrei mai potuto leggere, o di cui semplicemente non avrei potuto conoscere l'esistenza, se non grazie al modello ebook di Amazon - libri di autori americani, per esempio Michael Lewis, che semplicemente nella forma di carta non arrivavano. Non è quindi solo il possesso di un libro, ma l'accesso a un mondo che i libri li legge li discute, e a cui i libri parlano e discutono.
- palmasco
palmasco dici una cosa molto vera (che non c'entra niente con il topic, ma non per questo è meno vera) :-P
- lele
Cyb, la gente si è già organizzata, su Amazon paghi la comodità del download istantaneo d'impulso, che è la classica cosa che non capisci come potevi vivere senza prima. È lo stesso motivo per cui non scarico più musica: iTunes è più comodo. Se non hai soldi o non vuoi spenderli (massimo rispetto) ti sbatti, se li hai paghi (e paghi la comodità, altrimenti non esisterebbe la prima classe, considerato che il treno su cui sono arriva a Milano nello stesso tempo anche in seconda)
- Allegra Geller
@lele Ma infatti, io sono qui per capire, mica per provocare. cerco di dire cose vere che rispondono alla mia esperienza.
- palmasco
palms ti prendevo in giro un po' che sei uno con le spalle larghe tu! :-)
- lele
Il discorso è un altro, e cioè quanto potrebbe guadagnare un editore con modelli diversi, ma è appunto un altro discorso (anzi, un altro mercato)
- Allegra Geller
Aggiungo soltanto che per un lettore vero come me, il tempo di lettura è la variabile superiore perfino al denaro, se pensi a quanta parte della mia vita ho passato leggendo, in 45 anni che leggo. Ridurmi al fatto del denaro, o una valutazione diversa dagli altri del denaro, è un po' miope, ingusto, e non permette di comprendere cosa succede. Quando non avevo soldi i libri li rubavo anche, nelle librerie, ma di fronte alle ore di vita dedicate a leggere, e alle esperienze fatte grazie alla lettura, il discorso dei soldi non c'entra veramente un cazzo. Secondo me.
- palmasco
mafe, non so, la mia idea è che "la gente" sia ben lontana dagli ereader, percepiti finora come i fratelli sfigati e cari dei tablet android che sbrilluccicano lì nello scaffale vicino di mediaworld. la lettura stessa non è percepita come l'ascolto di musica. quindi la partita è tutta da giocare, su quel fronte (quello dei costi, della pirateria, della comodità vs. gratuità illecita, etc.)
- cyb
vediamo cosa succede ora che gli internauti - anche non quelli del solito circoletto - sanno che c'è un robo figo a 99€ spese di spedizione incluse, vediamo che impatto ha, da lì si capirà se si downloaderanno più copie di libri in drm o più calibre.exe per convertire epub di emule in .mobi.
- cyb
poi c'è tutto il problema-librerie e arredamento da risolvere.
- cyb
mafe, non so se è un'altro mercato, e non so nemmeno se è un altro discorso (ma magari non ho capito cosa intendi). Sempre di contenuti, fruizione e comodità si parla. Mi pare che gli ebook siano quando ci sono un bel po' di casi di studio ci sono, e molti errori sono già stati fatti con altri contenuti. L'asse prezzo/dimensione (peso del libro) rimane un elemento di raffronto ma il mercato va in fretta. Questo tentativo di Feltrinelli mi sembra interessante. Bello sarà capire come ha funzionato.
- lele
Calibre forever !
- Mäckley [ein troll!]
Dico solo una cosa: che se la premessa è smembrare le raccolte di racconti già esistenti in forma di raccolta, per vendere il singolo racconto a 99, mi pare un inizio sbagliato. Perché vendi robaccia e prendi in giro la gente. Se un racconto nasce in una raccolta, la raccolta ne fa parte. Se lo smembri vendi una cosa che non hai diritto di vendere. E allora per questo sarai punito dalla mancanza di fiducia che ovviamente generi. Vendi cose vere, buone, e cresci col tuo pubblico.
- palmasco
Cyb, parli della gente in generale o dei lettori?
- Allegra Geller
la stessa cosa che dicevano per i brani individuali su itunes, mi pare
- reloj
Lo dicevano? Però il mercato della musica ha sempre avuto la vendita del singolo di successo. Ne fa parte. Non le raccolte di racconti, che sono già difficili da vendere del loro.
- palmasco
(cyb, www.gallizioeditore.com/2shelf)
- Allegra Geller
palmasco, non so, sono d'accordo con Mafe che parla di storie. In fondo non mi importa moltissimo da dove arriva quella storia, mi incuriosisco e leggo con poca spesa. Se non ho letto Celati o Bukowsky, per fare 2 esempi reali, magari li assaggio con poca spesa (appunto) e non ci vedo nulla di male (peraltro nella spiega compare il fatto che sono pezzi di libri). E' una cosa ampiamente fatta anche con la carta
- lele
entrambi mafe. tu parli dei lettori in generale, o dei "grandi lettori"? :) (link: visto)
- cyb
Lele, no, appunto, libri e ebook sono lo stesso mercato. L'altro mercato è quello dei non lettori :-) (che, ricordo a tutti, in Italia sono molti di più)
- Allegra Geller
nel senso: bastano i grandi lettori a movimentare un business in un paese in cui si scrive in italiano?
- cyb
mafe, in effetti ;-)
- lele
Parlo sicuramente dei grandi lettori, chi compra libri per non leggerli non credo comprerà molti ebook :-)
- Allegra Geller
lele certo. Ho solo il dubbio che non funzioni. Non posso fare a meno di guardarmi e chiedere: un prodotto così di scarto, mi avrebbe attirato nel mondo ebook? E sono abbastanza certo di potere rispondere di no. Cosa mi ci ha portato? Libri ai quali altrimenti non avrei avuto accesso, che a quei tempi erano pure gratis. Ma la scintilla, che mi ha fatto scoprire come effetto collaterale che leggere digitale è molto meglio, è stato la possibilità d'accesso a roba nuova, irragiungibile, eccitante.
- palmasco
E, non per sviolinare lele, ma secondo me le operazioni tipo Mitia, entrano in quella descrizione.
- palmasco
palmasco, non è un prodotto di scarto, è un aggregato diverso di un ottimo prodotto già presente sul mercato. Lo zio non se li compra perché ce li ha già, ed è un grande lettore, immagino che se non li avesse avuti probabilmente li avrebbe comprati (io un paio li ho comprati, per intenderci). Non so se funzionerà ma non lo vedo come un compromesso al ribasso, per intenderci. Sono molto curioso di capire come verrà colto, in effetti :-)
- lele
lele diciamo che perora non lo sappiamo: stiamo aspettando di vedere: sarà il mercato che dirà se è un prodotto di scarto o no. Siccome io ho qualità imprenditoriali pari a zero, è probabile che abbia ragione tu - che non passerrano come prodotti di scarto, ma come una figata, ma ora come ora, io ritengo che invece lo saranno. Ma so benissimo che decideranno i fatti e li guardo come tutti.
- palmasco
mafe, per "lettori semplici" intendevo quelli che comprano 3/4 libri l'anno di cui magari uno è quello di fabiovolo, quelli sono centinaia di migliaia, o milioni; mentre i grandi lettori facciamo decine di migliaia che comprano in media 30 libri/anno l'uno. la "botta" dell'ipod è stata quella di convincere "semplici ascoltatori" - tramite il significato attribuito al possesso dell'oggetto - a entrare in possesso di un lettore mp3 e cominciare a comprare musica (oltre che a scaricarla o convertirla da cd) per riempirlo. magari per portarselo in palestra, o mentre fanno jogging. gli ereader possono compiere questa conversione dell'utenza? se sì, il mercato *deve* cambiare. se ad avere un ereader restano in 5000, in Italia: non saprei. (nota: i numeri sono completamente inventati o creati a occhio)
- cyb
palms, (grazie per i complimenti che non avevo visto!) ma a parte la competenza imprenditoriale (che è sempre tutta da dimostrare) insisto sul concetto di diverso aggregato, (quindi né scarto né figata) che è l'aspetto interessante dell'iniziativa :-)
- lele
gianandrea sì. Aggiungo che un sei mesi fa in Italia erano stati venduti già 50.000 reader, fonte Tombolini, e ancora gli editori italiani non avevano fatto davvero proposte organiche. E che Amazon di recente ne ha venduti UN MILIONE a settimana, per la terza settimana di seguito.
- palmasco
50mila? mmazza. sottovalutavo di brutto il mercato, ammetto.
- cyb
Cyb, sì, perché me lo spieghi? Ti ho già detto che parlo dei lettori forti, non credo che lettori semplici o non lettori leggeranno di più per un nuovo device (a meno che non cambi il contenuto offerto, e no, non nel senso di storie più brevi)
- Allegra Geller
Venerandi, Quello che chiami "digitale" credo sia una cosa sufficientemente liquida e mutevole da lasciare spazio a tutti, anche se gli editori servono e continueranno a servire, credo che ci siano anche spazi ulteriori e cicciotti :-)
- lele
ecco, forse così si torna al punto. qui siamo a casa di gallizio, se il prezzo tende naturalmente a seguire la legge della domanda e dell'offerta i nuovi editori, i nuovi autori e quelli già sul mercato che lo capiranno apriranno nuovi spazi. c'è un signore grasso che fa ridere gli americani che in questo momento sta ridendo lui. e non ha inventato nulla di nuovo, ha fatto solo una cosa molto bene.
- alex milani
alex e soprattutto, secondo me, i soldi li chiede lui, non un editore (che ci sarà ma resta intelligentemente dietro le quinte)
- Allegra Geller
" I can't stop you from torrenting; all I can do is politely ask you to pay your five little dollars, enjoy the video, and let other people find it in the same way."
- Allegra Geller
"No DRM, no regional restrictions, no crap. You can download this file, play it as much as you like, burn it to a DVD, whatever."
- Allegra Geller
Come ha detto Lele credo sia interessante valutare il tentativo di Feltrinelli di innovarsi e contrastare Amazon del quale tutti hanno paura. Credo non si possa generale sul prezzo per tutti gli ebook, questa è un'offerta di contenuti particolare a mio avviso magari dedicata a chi affitta libri o vuole scoprire un nuovo autore senza spendere . Certo che questo DRM a me non piace.
- Dario Salvelli
Sul valore dei contenuti, usando una metafora che mi sembra comprensibile: prendi per esempio un concerto dal vivo: perché mai dovrei pagare 60 euro per andare a un concerto dal vivo, quando con 9,90 euro posso sentire l'album dal vivo tutte le volte che voglio? Chi spende 60 euro per andare dal vivo è scemo, oppure "ha un concetto del denaro diverso dal mio"? Non credo proprio. Credo che percepisca che c'è un valore aggiunto e diverso, per il quale paga, perché non esiste altro. Ora: un libro è l'esibizione "dal vivo" degli scrittori. La prova? Che la stra, stragrande maggioranza delle conferenze, dove senti gli scrittori dal vivo, sono gratis...
- palmasco
uddio, 'sta dimostrazione che il libro sia un'esibizione live perché le conferenze sono gratis è un triplo carpiato logico, palmasco
- cyb
(mafe, riguardo al commento di prima: non volevo "spiegare" nulla, stavo solo illustrando il contesto nel quale galleggiavano le mie considerazioni)
- cyb
Triplo carpiato sarebbe un complimento, bellezza ed efficacia, se fosse quello che ho detto. Purtroppo invece l'impressione di triplo carpiato viene da una lettura insufficiente. Ho detto che il libro è l'esibizione dal vivo per lo scrittore. Non PERCHÈ le conferenze sono gratis. Ho detto che una delle prove del fatto che i lettori trovano nel libro il valore "live" dello scrittore, sta nel fatto che le conferenze dove li invitano a parlare, sono gratis. Perché tutti sappiamo che gli scrittori si fanno vedere per promuovere quanto scrivono.
- palmasco
palmasco, per me a non reggere è il paragone sull'esperienza live (e triplo carpiato è un complimento solo se l'atterraggio è perfetto). ogni forma d'arte ha le sue modalità di fruizione: non reggerebbe nemmeno un paragone con la pittura, in cui l'esibizione live è la cosa che conta di meno, le possibilità di accesso all'immagine riprodotta sono infinite, per stare a pochi passi dall'originale bisogna pagare, mentre il vero lusso per pochi è possedere un originale. pago 60 o 900 euro per un'esibizione live perché il live musicale è o può essere un evento in cui l'artista dimostra senza gli ausili dello studio e della post-produzione le sue capacità tecniche riuscendo inoltre a creare un evento in cui sia tecnicamente che emotivamente si ottiene qualcosa di unico. nel suo "live" lo scrittore non dà prova di alcuna capacità tecnica o compositiva, ecco perché è gratis o quasi, è *solo* promozione, di solito. sul perché non posso considerare il libro l'esibizione dal vivo degli scrittori, oltre alle ovvie considerazioni sulla peculiarità del supporto e alla mancanza dell'artista durante la fruizione del libro, è la monoliticità dello stesso a non essere "live" per nulla.
- cyb
Vi sarei grato se poteste evitare di trattarmi da cretino per il solo piacere di contraddirmi :) Quando dico "conferenze" di uno scrittore, anche se specifico io stesso che per la maggior parte sono di tipo pubblicitario, sarebbe stato interessante - ai fini della discussione, secondo me - se aveste incluso anche tutte quelle "esibizioni?" in cui gli scrittori vengono a incontrare il pubblico per esporre idee, anche se non hanno libri in uscita. Dovendo trovare un unico nome per tutte le esibizioni, ho scelto conferenze, che includono la pubblicità, ma anche la partecipazione a un consesso di idee di fronte a un pubblico. Ecco: sono tutte gratis. Segno che l'incontro live con lo scrittore non è percepito come un valore, almeno dal punto di vista commerciale. Sono questioni grigie, non bianco/nere, e bisogna essere coincisi, qui. Se l'interlocutore ti avvantaggia, ne beneficia la discussione, se ti tratta da cretino ci rimettiamo tutti. Secondo me.
- palmasco
Fabrizio grazie di aver specificato che fossero performance come poeta. A me pare che in generale, e soprattutto ai fini di questa discussione, la differenza tra "poeta" e "scrittore" sia importante. Nella poesia viene percepito - e retribuito - un valore live, non mi sembra che sia così per la scrittura, diciamo per chi scrive romanzi, che è un po' l'oggetto originale della scrittura di cui mi pare si parli in questo post.
- palmasco
palm, ma che stai dicendo? L'esibizione live è un bene differente dall'album e offre un'utilità del tutto differente. Come paragonare cazzi e canguri. Per me avrà quindi un valore differente. Peraltro a 60 euro, a meno che sia la reunion dei led zeppelin, compreso Bonham dall'oltretomba, io non ci andrei. Questo perchè ognuno ha la sua personale ed individuale percezione dell'utilità, dei concerti, del denaro, di qualunque cosa (motivo per cui la prima classe esiste ma io viaggio in seconda, chi avrà più denaro da spendere o una percezione del valore della comodità superiore alla mia invece ci andrà). La variabile denaro è fondamentale, invece, altrimenti in casa mia, che già ora è piena di libri che non so più dove mettere, se il denaro non fosse una variabile fondamentale, ci sarebbero solo libri e io dormirei sul ballatoio.
- Ubikindred
ilpunto che pare sfuggire è che non esistono beni "differenti" che per loro natura sfuggano da un concetto di utilità personale, il valore sentimentale, di godimento, di quel che vuoi, che ti spinge a comprare un libro semplicemente ne aumenta l'utilità da te percepita e aumenta quindi la quantità di bene corrispondente alla cui utilità sei disposto a rinunciare (nella fattispecie, il denaro). È ovvio che se di denaro ne avrai poco la sua utilità per te sarà alta, se ne avrai molto, assai più bassa, come ho detto, è un valore soggettivo, ma il meccanismo che sta dietro all'incontro di domanda e offerta, anche per i libri, è quello.
- Ubikindred
Ubi, e quindi, tornando al ragionamento iniziale, compri la carta o compri una storia?
- Allegra Geller
"buongiorno Signora, cosa le do?" "vorrei un po' di storie". "Uh, guardi Signora, ne ho giusto un po' fresche che mi sono arrivate stamattina. Quante gliene do?". "Mah... non so, siamo in tre, faccia dei mini thriller da 400 sintagmi". "Guardi, se siete in tre consigli una polistoria nidificata col finale aperto". "No, per carità che mia nuora soffre un po' di mal di mise-en-abîme. Come sono quei racconti russi col finale all'inglese?". "Speciali! Vengono da Vladivostok, come glieli impagino? Retroillumiinati o anti-riflesso?". "E-ink, grazie" (...) "Eeeeecco. Unoooo.... e due! Uh, è un po' di più, lascio?". "Uhm.. sì, va bene va bene". "Con gli odori è a posto? Vuole un po' di odore della carta?". "No, grazie: ho smesso". "Arrivederci Signora e grazie!". "'derci!"
- gallizio
Arrestatelo, presto
- reloj
Mafe, assolutamente la storia per me. Ma non sono un feticista del libro come oggetto in sé, altri la pensano diversamente. Ho infatti espresso le mie considerazioni: se mi costa meno o mi è più comodo o mi offre contenuti nuovi e diversi, nessuna prevenzione all'ebook.
- Ubikindred
Credo di amare Gallizio platonicamente.
- Ubikindred
neanche una bottarella?
- gallizio
get in line Ubi
- alex milani
non mi ama più
- gallizio